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Feconazione in Vitro?
Ogni storia merita ascolto. In Next Fertility Eubios, a Merano, competenza medica ed empatia si incontrano in un contesto dove l’accoglienza italiana si unisce al rigore tedesco, per accompagnare ogni coppia in ogni fase del percorso con chiarezza e serenità.
Cos'è la Fecondazione in Vitro?
La Fecondazione in Vitro (FIV) è la tecnica di più frequente impiego nei centri di riproduzione assistita. È una procedura più complessa dell’inseminazione intrauterina e consiste nel fecondare gli ovuli in laboratorio, con l’obiettivo di generare uno o più embrioni, i quali sono tenuti in coltura per qualche giorno e, successivamente, trasferiti nell’utero della donna affinché continuino il loro processo evolutivo naturale.
In base alla provenienza degli spermatozoi, inoltre, la fecondazione in vitro può essere:
-
Con seme del partner -
Con seme del donatore
La Fecondazione in Vitro si può realizzare con due tecniche:
- ICSI (Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi): consiste nella selezione, da parte dei nostri embriologi, degli spermatozoi considerati di migliore qualità che vengono poi iniettati uno ad uno direttamente all’interno di ciascun ovulo. È una tecnica molto precisa che permette di aumentare le possibilità di fecondazione degli ovuli.
- FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer): gli ovociti recuperati vengono posti in una piastra di coltura insieme al seme del partner/donatore preparato per ottenere la fecondazione. Dopo circa 20 ore viene accertato lo sviluppo degli zigoti (fase pre-embrionale).



Quando è indicata la Fecondazione in Vitro?
La Fecondazione in Vitro (ICSI o FIVET) trova specifica indicazione in molteplici casi, tra cui:
- Lesione o assenza delle Tube di Falloppio
- Alterazioni gravi della qualità spermatica
- Fallimenti plurimi di trattamenti precedenti
- Malattia genetica ereditaria
- Necessità di Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT-A, PGT-M)
- Uso di ovociti vitrificati dopo un trattamento di crioconservazione ovocitaria
- Altro
Next Fertility Eubios
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FAQ - Domande frequenti sulla fecondazione in vitro
Si ricorre alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) quando non si riesce ad ottenere una gravidanza dopo circa 10/12 mesi di rapporti sessuali non protetti.
Si tratta naturalmente di un periodo indicativo che può variare in base a diversi fattori, non da ultimo l’età dei due partner: il nostro team di specialisti Next Fertility Eubios consiglia di ridurlo a sei mesi a partire dai 35 anni d’età della donna.
Il processo della Fecondazione in Vitro dura orientativamente cinque settimane. Inizia in concomitanza del ciclo mestruale, la stimolazione ovarica dura all’incirca 10-12 giorni, e una volta ottenuti gli ovociti si procede alla loro fecondazione per ottenere gli embrioni che resteranno in coltura per i successivi cinque giorni, prima di essere trasferiti nell’utero. Dopo il periodo dell’attesa della beta è necessario attendere 15 giorni per effettuare un test di gravidanza.
Un primo ciclo di FIVET presenta un tasso di successo intorno al 45% circa. Durante i cicli successivi, le probabilità di successo aumentano, superando il 75% a partire dal terzo ciclo.
Queste percentuali possono variare notevolmente in base alla provenienza dei gameti. Solitamente, migliorano quando provengono da donatori, ottenendo, appunto, tassi di successo superiori al 75% a partire dal terzo ciclo.
I progressi avvenuti nella medicina riproduttiva hanno permesso di ridurre al minimo i rischi dopo aver affrontato un trattamento per la fertilità.
Uno dei processi che di solito genera più dubbi è quello della stimolazione ovarica, in cui gli ormoni vengono utilizzati per la maturazione follicolare. Tra gli effetti collaterali, generalmente lievi o moderati, rientrano: gonfiore addominale, nausea, vomito, ritenzione idrica o aumento di peso temporaneo. In rare occasioni, invece, può verificarsi la cosiddetta Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (SIO o OHSS). I casi più gravi di SIO si verificano tra lo 0,5% e il 2% delle donne che si sottopongono a trattamenti di riproduzione assistita. Non ci sono prove di un aumento del rischio di cancro alle ovaie, alla mammella, al collo dell’utero o all’utero stesso, causato dalla somministrazione di questo trattamento ormonale.
Il prelievo degli ovociti viene eseguito mediante una sedazione, prima della quale verrà effettuata una valutazione preoperatoria al fine di identificare le pazienti a potenziale rischio. In alcuni casi, potrebbe verificarsi una lieve emorragia durante il processo di estrazione. Eventuali complicazioni a seguito della puntura follicolare a breve termine si verificano al di sotto del 3% dei casi.



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